Scusate lo strisciante pessimismo, ma sarà il caldo o sarà che la questione delle tariffe postali al non profit si protrae da oltre due anni con continui – e negativi – colpi di scena, ma non so più entusiasmarmi.
Io comunque ve la racconto così.
E’ appena arrivato alla Camera – in quanto licenziato al Senato – il disegno di legge di conversione del dl 63 del 18.5.12 recante “”disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale”. E’ un testo nel quale si parla soprattutto dei nuovi contributi editoriali ai giornali di partito e non solo.
All’art 5 è stato aggiunto il 5-bis che recita
La tabella cui fa riferimento dice (all b del DM 13.11.02)
Tariffa base: 30,99 € ogni 100 pezzi (questa è peggiorativa di quella precedente – 28,.. – che comunque può essere mantenuta)
Sopra i 2.000 invii: 16,99 € ogni 100 pezzi
Sopra i 10.000 invii: 14,20 € ogni 100 pezzi
Sopra i 20.000 invii: 11,36 € ogni 100 pezzi
Da ciò che capisco, il miglioramento non sta nelle cifre ma nel fatto che si applichino sia agli invii di stampe (giornalini …) sia a quelle di sollecitazione della raccolta pubblica (mailing). Perché il problema della tariffa attuale consiste nel fatto che le Poste – che fan regno a sé con proprie leggi e proprie interpretazioni delle leggi altrui (tipo Stato Italiano) – avevano interpretato che le tariffe for profit cui erano state parificate quelle non profit valessero per il terzo settore solo per l’invio dei periodici e non anche per il mailing.
Io non dico nulla … il DL deve essere convertito entro la metà di luglio e pertanto non credo ci sia più il tempo che vada modificato nuovamente al Senato; pertanto sembrerebbe che possa uscire così.
Vediamo ora come le Poste Italiane interpretano questo testo; siamo davvero molto curiosi!
Carlo Mazzini
