E’ stata pubblicata la scheda del 2 per mille relativa alla destinazione di parte delle vostre imposte a favore dei partiti, cioè di coloro che gestiscono da tanti anni con tal perizia le nostre imposte, i nostri beni, la legislazione, l’organizzazione burocratica.
Diamo le nostre imposte a queste associazioni – che per legge non sono democratiche, diversamente dal resto delle associazioni – che attraverso i loro delegati regionali hanno utilizzato con cotanta parsimonia il finanziamento pubblico dei partiti.
Corriamo dal commercialista, mettiamo la firma in uno dei riquadri.
Suvvia! Non esitiamo!
Carlo Mazzini
(dopo questo post l’autore è stato ricoverato con TSO) 😀

2 commenti
Caro Mazzini,
mi stupisce (ma mica tanto poi) la tempestività con cui i nostri partiti politici si sono insinuati fra le consolidate scelte del 5 e dell’8 per mille così care a noi contribuenti ( per quanto mi pare che la percentuale dei sottoscrittori dell’ 8 per mille si fermi al 45% contro il 67% di quelli del 5 per mille…); non parliamo della farraginosità della sottoscrizione in busta sigillata quasi che uno si vergognasse come un ladro di far sapere i propri orientamenti politici (eh, la privacy!); piuttosto salta all’occhio la mancanza del Movimento 5 Stelle fra i possibili beneficiari: dimenticanza o scelta dei grillini di sottrarsi volontariamente a questo meccanismo?
Ho letto che il D.L. convertito in legge il 20 febbraio consente al contribuente di versare il 2 per mille ai partiti che abbiano almeno un eletto alla Camera, al Senato o al Parlamento Europeo: ergo, il M5S non dovrebbe avere problemi…
Attendo una Sua in merito.
Andrea Vuano
Mi sembra di aver letto che sia stata una scelta. Indago, anzi indaghiamo
Saluti
cm