Per fortuna Tremonti ci tranquillizza, figurarsi se lui poteva togliere ai poveri per dare ad altri poveri!
Figuriamoci!
Sarà data la possibilità ai contribuenti di destinare un ulteriore 5 per mille (oltre a quello che ad oggi funziona così bene) ai terremotati.
Alla domanda dell’intervistatore (TG5) su quanto di questo gettito andrà a coprire il fabbisogno post-terremoto Tremonti risponde: “Non è un fatto quantitativo, sarà soprattutto un fatto simbolico”.
Ecco, simbolicamente i soldi arriveranno tra due anni, mentre i fondi dell’8 per mille – già disponibili quelli degli anni scorsi – rimangono a disposizione delle missioni di guerra pace in Afghanistan.
Oppure, verrà anticipato questo 5 per mille-bis, mentre le destinatarie del 5 per mille-1 sono ancora lì, alla canna del gas!
Proprio un bello spettacolo.
Qui l’intervista
Aggiornamento ore 18.30
Ma se poi si va a sentire il TG1 (al minuto 13 e 30 secondi), Tremonti dice qualcosa di diverso, leggete:
«La logica del 5 per mille – ha spiegato Tremonti – é quella di dare agli italiani la possibilità di destinare un pezzetto delle loro tasse a causali buone. Per me la causale “terremoto d’Abruzzo” é buona. Ma non c’é ragione per preoccuparsi. Sarà una causale in più e ci saranno soldi in più senza togliere niente al volontariato. Se si fossero fatte meno polemiche e una discussione come questa, tutto sarebbe normale».
Ora, a parte la questione sulle polemiche – se non avesse aspettato 4 giorni!!! -, questa ulteriore spiegazione complica la comprensione.
Vuoi vedere che non sarà un 5 per mille-bis, ma un’altra casella (alternativa e non complementare) nello schema delle dichiarazioni?
Se così fosse, anche se con maggiori soldi (e dove li vanno a prendere? quelli sono i soldi del contribuente italiano) la questione non cambierebbe. Speriamo di aver capito male. Speriamo che sia – se proprio deve essere – un altro 5 per mille. Diverso, staccato, ulteriore. Se proprio deve essere, beninteso.
Carlo Mazzini
