Sul Sole di oggi – 25.11, pag 44 – trovate un mio articolo sulla Voluntary Disclosure che si applica – come noto – anche agli enti non commerciali.
Non sto a ripercorrere tutta la questione della VD, dato che comunque ne avevamo già parlato a gennaio su queste onde – qui -, e considerato che tra 5 giorni scade il termine di presentazione della documentazione (con proroga di ulteriori 5 giorni ma solo per integrazioni). Tenete conto che grazie a questo adempimento si riducono notevolmente le sanzioni in caso di detenzione di capitali all’estero non dichiarati.
La questione fondamentale è:
avete conti correnti (la faccio semplice) all’estero non per fuggire al fisco italiano ma perché operate all’estero o con l’estero?
I conti correnti sono a voi riferibili perché direttamente o per interposto soggetto potete gestire quelle somme?
Vi siete dimenticati di riferire dell’esistenza di quei conti all’Agenzia delle Entrate nella compilazione del quadro RW dell’Unico Enti non commerciali?
Se avete inanellato 3 SI … dovete (o dovevate) fare la Voluntary Disclosure.
Per tutto il resto, leggetevi l’articolo e chiedete conto ai vostri commercialisti.
Dimenticavo … qualsiasi rassemblement di enti non profit o di organizzazioni non governative fornito utilmente di pollice opponibile avrebbe fatto girare la notizia con una certa insistenza e frequenza.
Avete idea se esista un ente di tal guisa?
Carlo Mazzini
