Alcuni giorni fa ho parlato con Gabriella Meroni (storica firma di Vita) e ne è venuto fuori un articolo dove la giornalista rileva l’attesa delle organizzazioni sui dati del 5 per mille 2014, con un mio virgolettato trascurabile come al solito.
Non è trascurabile il fatto che il ritardo sia causato da una di quelle follie burocratiche che porta a prassi ottuse nelle quali nessuno ci guadagna e ci perdiamo tutti.
Riassumiamo: i contribuenti producono reddito nel corso del 2013. Nello stesso anno (mese per mese) lo Stato preleva parte delle imposte sia attraverso i sostituti d’imposta, sia con gli anticipi dei versamenti. Gran parte delle imposte da pagare per il 2013 i lavoratori le versano nel 2013. Nel 2014 esce il 5 per mille riferito ai redditi 2013. I contribuenti fanno la loro scelta. E per la gran parte entro i primi 6 mesi dell’anno esprimono la scelta. Chi è al limite si spinge – senza sanzioni – al 30 settembre (per l’Unico). Da quel momento in poi possono esserci – e ci sono – contribuenti che integrano o ex novo compilano la dichiarazione. Lo possono fare senza particolari problemi entro il 29 dicembre (2014) o con molti maggiori grattacapi entro il 30 settembre 2015.
L’Agenzia delle Entrate aspetta fino al 30 settembre 2015 per definire chiusa la pratica 5 per mille 2014, e dal 1 ottobre lancia l’operazione di calcolo dei 5 per mille da attribuire alle singole organizzazioni.
Arriviamo così a aprile 2016 e dopo 6 mesi di calcolo dei computer e server dell’Agenzia non sappiamo ancora quanti soldi arriveranno (tra 4/6 mesi) nei conti delle organizzazioni.
2 per mille della politica. Ritardatari della dichiarazione? Chi se ne frega, meglio pochi, maledetti e subito! 2 per mille 2015: a settembre i partiti vengono informati dall’Agenzia delle Entrate quanti sono i sottoscrittori e i soldi (anche se in via preventiva, non sono ancora conclusi i termini di presentazione delle dichiarazioni). A dicembre 2015 i partiti incassano i soldi.
Per dire basta a questa disparità di trattamento, chiedi anche tu che vengano messe #fuorileliste del 5 per mille del non profit.
Carlo Mazzini
